Il Santuario di Grosotto fu iniziato nel 1609 e consacrato dal Nunzio pontificio
in Svizzera, Federico Borromeo, nel 1664. Esso venne edificato al posto di una
chiesa più modesta eretta a scioglimento di un voto popolare, fatto nel 1487
per avere avuto scampo da una invasione dei Grigioni. Dell’antica chiesa, consacrata
nel 1490, rimane, ancor oggi , parte dell’abside con un prezioso dipinto
cinquecentesco raffigurante l’Assunzione della Vergine. Architetti della
costruzione furono i maestri
luganesi Sebastiano Scala e Gaspare Aprile.
La
chiesa ha uno stile semplice, austero. Notevoli all’esterno sono il portale
maggiore del 1639 con pregevoli battenti lignei, l’elegante trifora della
facciata e la sinistra del coro, datata 1630 è ritenuta opera del grosottino
Pietro Robustelli.
La
maestosa torre campanaria incominciata nel 1654 dal luganese Pietro Petrini e
proseguita a varie riprese, fu portata a termine nel 1705 dal lapicida Cristiano
Pruneri di Grosio. Fu tutta restaurata in occasione del V° centenario del
santuario (1487- 1987).
L’interno,
a una sola navata, ampio e luminoso, è sobrio di linee. La fantasiosa e ardita
decorazione della volta venne compiuta nel 1921 – 22 dal pittore valtellinese
Eliseo Fumagalli e celebra il trionfo della Vergine portata in cielo da uno
stuolo di angeli esultanti.
La
monumentale ancona dell’altare maggiore è dovuta all’architetto Pietro
Ramus di Mu, in Valcamonica, che la eseguì tra il 1673 e il 1680. Divisa in tre
ordini architettonici, l’ancona è oltremodo ricca di elementi decorativi e
tutta splendente di dorature. Nel
primo ordine, tra gruppi di colonne, risalta
la statua
dell’Assunta; il secondo
ordine si compone di un organo a tre scomparti
con S. Cecilia e angeli musicanti; nel terzo è raffigurata l’incoronazione
della Madonna.
L’organo,
ammirevole per finezza e leggiadria d’intagli e arabeschi, venne iniziato
nel 1706-7 dal bresciano Paolo Scalvini e ultimato del trentino
G.Battista Del Piaz nel 1713-14. Di incomparabile bellezza sono
i pannelli del parapetto, rappresentanti: nel mezzo il popolo di Grosotto
che invoca il patrocinio della Vergine all’arrivo delle soldatesche grigioni
nel 1487; a sinistra la Fede che trionfa sull’idolatria, la Presentazione di
Maria al tempio e l’Assunta; a destra la Religione che abbatte
l’eresia, la Visitazione ed ancora l’Assunta.
Il
pulpito, finemente intagliato, con delicate figure nelle nicchie del parapetto e
la statua di S. Michele sul baldacchino, è opera dell’artigiano locale
G.Andrea Musatto e porta la data del 1606.
Le
cappelle laterali, affrescate nel
1764 con decorazioni barocche, sono chiuse da robuste cancellate in ferro
battuto, eseguite da G. Battista Parolina di Capo di Ponte, tra il 1689 e il
1694. Al 1630 risale invece la grande cancellata del coro di schietto stile
valtellinese.
Il
simulacro della Beata Vergine delle Grazie che si venera nel santuario è una
bella scultura lombarda del ‘500, attribuita al valente intagliatore pavese
Giovanni Angelo del Maino.
Il Santuario è espressione “monumentale” di fede, di devozione oltre che di
grande riconoscenza alla Madonna da parte dei Grosottini, i quali da Lei furono favoriti per le loro preghiere e promesse, di
particolare “grazia” quando, nel marzo del 1487 il paese fu salvo
dall’irruzione dei Grigioni avidi di conquistare la Valtellina.
I
contenuti religiosi e il messaggio
della Vergine a Grosotto sono ben racchiusi
nella preghiera che con fervida devozione il pellegrino è invitato a
rivolgere alla Madonna contro le aggressioni ricorrenti del Maligno:
Ci si riconosce, così, figli
bisognosi e pieni di fiducia nella presenza materna di Maria
che sostiene il cammino dell’uomo pellegrino verso la casa del Padre.
Il santuario di Grosotto offre uno stimolo a rinvigorire con nuovo slancio
filiale la fede dei suoi devoti.
Orario
Sante Messe:
Domenica
e festivi Ore 08,00 – 11,00
Giorni
Feriali Ore 08,00
Santuario B.Vergine delle Grazie
23034
GROSOTTO (SO)
Tel.: 0342.887036
Lo si raggiungere a 12 Km.
dopo Tirano salendo verso Bormio sulla statale N.38 dello Stelvio.